martedì 15 ottobre 2013

I Bimbi Che Dormono Male Sono Più Irrequieti

Secondo un maxi-studio inglese andare a letto ad orari irregolari espone i bambini al rischio di sviluppare problemi della condotta










Un grande studio condotto da Yvonne Kelly della University College di  Londra pubblicato sulla prestigiosa rivista Pediatrics ha evidenziato la correlazione esistente tra un cattivo riposo da piccoli ed il rischio di sviluppare disturbi comportamentali quali iperattività, disturbi della condotta, difficoltà relazionali ed emotive con i coetanei. Nel campione di oltre diecimila bambini britannici è stata riscontrata un'ampia varietà di problematiche del comportamento associate all'abitudine ad andare a letto ad orari irregolari. Secondo i ricercatori l'assenza di una precisa routine relativamente al sonno potrebbe determinare uno sconvolgimento dei ritmi naturali del corpo e determinare nei piccoli la privazione del sonno e, di conseguenza, la possibilità di far maturare i meccanismi neuronali che presiedono alla regolazione di alcuni comportamenti. La variazione dei ritmi circadiani durante l'infanzia, pertanto, sembra determinare effetti cumulativi nel corso della vita; si tratta, tuttavia, di effetti reversibili che possono essere interrotti introducendo una regolarità nei ritmi sonno/veglia.

immagine di copertina del manuale


Manuale Di Clinica Pediatrica









La rapida progressione delle conoscenze nel campo della medicina, se da una parte si sta facendo foriera di nuove opportunità diagnostiche e di traguardi terapeutici un tempo ritenuti ambiziosi, spesso pone il medico di fronte a problematiche e sfide quotidiane sempre nuove.
La diminuzione del tasso di mortalità infantile conseguente per esempio all'aumentata sopravvivenza dei neonati di peso molto basso o fortemente prematuri, o alla cronicizzazione, grazie alla scoperta di nuove strategie terapeutiche, di un numero sempre più alto di patologie un tempo rapidamente fatali (pensiamo alle malattie onco-ematologiche, alla fibrosi cistica, all'infezione da HIV, alle malattie metaboliche), ha radicalmente mutato le esigenze e le modalità di approccio al bambino che necessita assistenza.
L’ampio panorama di diagnostica differenziale che il pediatra si trova a dover fronteggiare, infatti, è ancor più vasto per le inevitabili conseguenze di una società multirazziale che impone, oggi come mai, la conoscenza di patologie tropicali, d’importazione o riemergenti; ma che soprattutto impone che il clinico sappia comunque districarsi, e sappia farlo anche in breve tempo, nell'interpretazione di un corteo sintomatologico spesso similare tra una patologia e l’altra, ma che, se subito inquadrato ed arginato, scongiuri l’instaurarsi di danni che potrebbero inficiare la qualità di vita del piccolo paziente.
Ed è proprio in questo scenario, in cui è la qualità della vita dei nostri bambini ad assumere un ruolo primario, che si inserisce il senso di questo manuale: completo, nella sua essenzialità; di immediata consultazione, grazie alla trattazione per “problema” e per sintomo. Insomma un prezioso ausilio per il clinico, anche grazie alla capacità di sintetizzare e di tradurre in algoritmi e tabelle la complicata gestione di taluni percorsi diagnostico-terapeutici che il pediatra si troverà, prima o poi, a dover affrontare.



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