lunedì 9 dicembre 2013

Libro di Storia dell'Aanestesia


Libro di storia dell'anestesia
Tra Preistoria Ed Illuminismo

(non siamo nati per soffrire)

Da sempre, l’Essere umano ha cercato di combattere il dolore, ma non è riuscito quasi mai ad “interpretarlo” in modo univoco, condivisibile con i suoi simili, principalmente per il fatto che sin dai primordi, l’interpretazione del concetto di dolore è stata ineluttabilmente condizionata dalle credenze religiose del gruppo sociale di appartenenza. 


Di riflesso, mentre alcune Civiltà hanno ricercato ogni mezzo per dominarlo, altre l’hanno accettato più passivamente considerandolo sovente un modo per espiare i peccati (magari mai commessi). In generale, però, specie nel caso di dolori molto intensi, l’Uomo ha sempre cercato di lenirli in qualche modo. E come prima cosa si è chiesto: “Perché il dolore”? Istintivamente,  per  quello  che  sopravveniva  in  conseguenza di traumi (personali o causati dall’ambiente), egli intuì sin dai primordi l’esistenza di un rapporto diretto causa-effetto tra evento traumatico e insorgenza del dolore: fu questo, certamente, uno dei primi “nessi causali” che riuscì a stabilire, data la grande frequenza dei traumatismi – di modesta o grande entità – tipica del mondo primitivo per la
precaria stabilità delle caverne, la rudimentalità degli arnesi, le continue lotte con gli animali o contro i propri simili.
Tuttavia, l’Uomo si rese presto conto che oltre ai dolori provocatidai traumi o dalle lotte, in molti casi, il dolore insorgeva “spontanea-
mente”, senza una causa apparente, talora improvviso “nell’interno del proprio corpo”: e nulla sapendo di quel che avveniva dentro di sé,
la sola spiegazione che egli trovò plausibile fu che laddove insorgeva il dolore si erano insinuati gli spiriti del male. 


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