martedì 17 dicembre 2013

Sfatato l'effetto Mozart

Secondo i risultati di una ricerca americana studiare musica non rende più intelligenti




Molti genitori pensano che instradare i propri figli verso lo studio di uno strumento musicale possa renderli più intelligenti o farli diventare dei bambini prodigio. Questa convinzione, nota come 'effetto Mozart', è stata sfatata da alcuni ricercatori americani. Secondo uno studio della Harvard University di Boston pubblicato sulla rivista Plos One, infatti, studiare musica non rende più intelligenti, ovvero non facilita lo sviluppo cognitivo. Elizabeth Spelke, autrice della ricerca insieme ad altri colleghi, ha coinvolto un campione di bambini con i rispettivi genitori distinguendo un gruppo a cui si richiedeva di seguire un corso di musica dall'altro a cui veniva proposto un corso d'arte. A fine corso, confrontando le capacità cognitive dei bambini dei due gruppi non sono emerse differenze significative.
Si tratta di dati interessanti ma che, senza dubbio, prestano il campo ad un dibattito e necessitano di ulteriori verifiche ed indagini sul tema degli stimoli più utili a favorire lo sviluppo cognitivo dei piccoli.

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